Image Cross Fader Redux caffé col cioccolato

giovedì 18 settembre 2014

crema cioccolato - nocciola, anch'io...



Altra cosa "da fare", scelta tra il lungo elenco che tengo a portata di mouse, elenco che si allunga sempre di più. Oggi però sono fortunata: una cosa fatta e cancellata e nessun piatto nuovo aggiunto alla lista, quindi posso dire "meno 1".
La crema in questione non ha nulla in comune con la n... (ecco, vedete? non riesco neanche a pronunciarne il nome!), in realtà si avvicina molto di più ad una crema al cioccolato. Colpa, o merito, di una tavoletta al 99%, che giaceva in un cassettino della mia dispensa, quasi dimenticata, sebbene ancora in ottima forma. Cerco un'altra confezione, magari al 72%, ma in casa non ne trovo, a causa di un periodaccio in cui i miei consumi di questo alimento sono crollati, al pari delle quotazioni di un famoso venerdì nero della Borsa di Wall Street; pazienza, farò di necessità virtù.
Mi sono ispirata a diverse ricette trovate in rete, facendo poi un po' di testa mia, come sempre, come in una sorta di "pot-pourri".
Il risultato è molto vicino ad una crema al cioccolato fondente acquistata diverse volte in una piccola, ma fornitissima drogheria di Genova, che mi piace frequentare quando sono in zona, non fosse altro che per rifarmi gli occhi. La usavo per unire a due a due i baci di dama ed in effetti anche questa, assaggiata con i biscotti, ha "un suo perché".  
Solo alcuni, brevi, consigli, nel caso vogliate replicarla. 
I dolcificanti (zucchero e miele): le dosi sono indicative, starà a voi dosare questi ingredienti per ottenere un prodotto che sia confacente al vostro gusto personale. Sappiate comunque che il miele serve anche a conferire morbidezza. Stesso discorso per quel che riguarda il latte; dovrete fermarvi ottenuto il grado di cremosità che ritenete opportuno. 
Quanto all'olio, secondo me indispensabile, io ho utilizzato quello extravergine, ma ligure, quindi dal sapore estremamente delicato; inoltre la dose è veramente minima. Se desiderate utilizzarne di più, per rendere il composto più fluido, o se il vostro olio ha un sapore più deciso, vi converrà orientarvi su un olio di semi (magari spremuto a freddo) o, ancor meglio, su olio di nocciole.
La frutta secca va frullata molto bene, fino a ridurla in pasta. Io ho la fortuna/sfortuna di avere un mixer che se non presto attenzione mi riduce in pappa ogni alimento in men che non si dica. 
Ma non preoccupatevi, la crema sarà ottima in ogni caso, semmai solo un po' più granulosa. 

lunedì 15 settembre 2014

pani allo yogurt senza lievito, olio e za'atar

 

Erbe e spezie, per me rimangono, inequivocabilmente, "il sale" della cucina; donano sapore e profumo e possono determinare la riuscita di un piatto, oltre che renderlo sempre "nuovo". 
Mi piace sperimentare utilizzando qualsiasi spezia trovi in commercio; insomma, quando vedo quei cumuli di polveri coloratissime, quando passo accanto ai banchetti che sprigionano profumi irresistibili... parte l'acquisto compulsivo. Peccato che poi, spesso e volentieri, mi ritrovi con il mio pacchettino in mano, chiedendomi e ora che ci faccio?.
Così, quando l'altro giorno mi sono imbattuta in questa miscela, di cui conoscevo il nome ma non la composizione, mi è bastato leggerne gli ingredienti ed è stato amore a prima vista. 
Lo za'atar che ho acquistato (si può scrivere in diversi modi, ma questo è quello che mi piace di più :)) è un semplice miscuglio di timo essiccato, sommacco, finocchio e sesamo.
Tipico della cucina mediorientale, ogni famiglia lo prepara da sé, utilizzando anche altri ingredienti, ad esempio maggiorana e origano e davvero non oso pensare quanto possa essere ancor più buono uno za'atar preparato da mani esperte, seguendo le orme di una propria tradizione familiare.
Insomma si capisce, no? Di questa miscela mi sono letteralmente innamorata, ancor più quando ho capito che si può utilizzare praticamente con tutto, non solo sulla carne, ma anche insieme al labna, con le mie amate verdure e con i pani, insieme ad olio. 
Le "focacce" di pasta lievitata, condite con lo za'atar (manakish), in Libano vengono consumate come prima colazione ed in Palestina sono servite insieme ad olive e ceci (mico lo sapevo... ho consultato wikipedia ;) ). Ma basta un semplice pane, magari arabo, intinto in olio extravergine d'oliva e successivamente passato nello za'atar, per creare un cibo unico dai sapori intensi. 
Ed è quello che ho fatto.
Sempre seguendo il mio filo, alla ricerca di pani senza lievito di birra, ho fatto delle focaccette, molto semplici e veloci, che mi hanno entusiasmato.
La loro morbidezza è garantita dallo yogurt (greco, per me zero grassi) e la lievitazione, istantanea, dalla presenza accanto alla componente acida, del bicarbonato.
Che dire? Io così ci pasteggerei tutti i giorni, per me è un cibo da re: focaccine, olio extravergine, olive, za'atar, magari un po' di verdura grigliata ed un pezzetto di formaggio fresco (quartirolo, feta, primo sale)... non chiedo mica troppo, no?   

Ora una piccola nota di servizio: sto cercando di collegare i vari profili che ho Google+, FB ecc... mi iscrivo a nuovi social... sono talmente imbranata che non so neanche cosa sto facendo! 
Fatto sta che se qualcuno di voi mi lascia messaggi, si iscrive "da qualche parte" e non trova risposte... non è perché sia maleducata (sì, quello un po' lo sono, ma non troppo...), ma piuttosto perché non ho visto!
Escusez moi ... :)

giovedì 11 settembre 2014

gözleme



Da qualche tempo cerco di evitare gli impasti lievitati... ecco, diciamo che "cerco", perché a volte diventa davvero impossibile resistere ad un bel croissant ancora tiepido di forno, burroso, fragrante e deliziosamente sfogliato come tradizione francese vuole, prodotto dalla mia pasticceria preferita.  
Vi ho depistato? Sì, perché se con questa introduzione pensate che sia in arrivo una ricetta dolce, vi sbagliate di grosso...
Comunque, se è vero che cerco di evitare i lievitati, è anche vero che senza carboidrati io sarei persa... quindi ecco la necessità di produrre piadine, tortillas e tutto ciò che può sostituire il pane e che non preveda lievito.  
I gözleme sono "pani" turchi ripieni di verdure, per lo più spinaci o patate e feta, oppure carne. 
Non prendendo neanche in considerazione quest'ultima - ormai direi che è palese che non l'amo! -, non mi rimaneva che un ripieno vegetariano. 
Come al solito ho apportato qualche modifica alla ricetta tradizionale, usando, ad esempio, farina integrale macinata a pietra e poiché non è stagione di spinacini, ho preferito, anziché utilizzare gli spinaci, mettere della rucola. In compenso ho fatto qualche ricerca nel web, sorbendomi anche parecchi video, tanto per vedere esattamente come viene fatto e steso l'impasto, e come viene cotto, nel Paese d'origine della ricetta.
Ho capito che la pasta è ben idratata e rimane piuttosto morbida, che non si mette lievito, che viene stesa molto sottile, aiutandosi con altra farina e che la verdura, patate escluse, viene aggiunta cruda. Il che è anche molto comodo, no? 
La cottura è breve, sulla piastra calda; il "fagottino" viene cotto per pochi secondi, poi viene girato, lasciato qualche secondo, rigirato e così via, in tutto 3-4 volte per parte fino ad ottenere una superficie "bollosa".   
Ho già in mente un prossimo ripieno, a base di broccoletti, quelli sì, ripassati in padella con aglio e peperoncino... uhmmm..., li pregusto già. 
Nell'attesa mi sono comunque goduta questi.

lunedì 8 settembre 2014

colazione con... crema d'avena


Non so se chiamare questa cosa, un po' pappinosa, porridge, o se piuttosto il porridge sia solo quello fatto con i fiocchi d'avena, fatto sta che da un po' di tempo mi girava in testa l'idea di usare la farina d'avena.
L'avena ha tantissime ottime qualità, che non sto qui ad enunciare anche perché non sono una nutrizionista, ma quella che interessa di più me è che ha il potere di regolare il colesterolo, anche se, certo, dovrei mangiarne a chili, ma vabbé, è buona, fa bene e questo mi basta.
Guardo in rete e trovo che esistono diverse versioni di porridge, quella inglese, quella scozzese... poi chi usa il latte e chi solo l'acqua, chi fa cuocere per venti minuti, chi per pochissimo tempo poi spegne e lascia lì. Trovo anche qualcuno (pochi) che lo fa con la farina, anziché con i fiocchi, quindi, ok, mi posso lanciare anch'io in questo esperimento.
Insomma, chiamarla "crema" mi tranquillizza un po', forse perché la parola "porridge" mi rievoca subito un cibo non troppo appetibile; in ogni caso di crema si tratta.
Completatela come volete, con confetture e marmellate, frutta fresca e secca (per me fragole del mio orto e mandorle, ma potete aggiungere nocciole e noci, albicocche secche, uvetta, cranberries, banane, uva, melone, pesche, mele e pere, cocco disidratato o fresco ecc), semi vari (lino, girasole, zucca), sciroppi d'acero o agave, caramello... cambiate ogni giorno ed ogni giorno avrete una colazione diversa, sana, nutriente e velocissima da preparare. 
Più di così...