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baci di dama (a modo mio)


Sì, lo voglio specificare:"A modo mio", perché dopo che in molti libri ho letto, e per altrettante volte provato, la ricetta classica dei baci - farina, burro, farina di nocciole e zucchero, tutto in parti uguali - con alterni risultati ("Riusciranno? Si spiattelleranno sulla teglia? Sì, che belle cupolette! O no, che frittelle!"), alla fine ho fatto di testa mia.
E dài e dài, metti questo, riduci quell'altro, alla fine ce l'ho fatta e la mia ricetta è venuta alla luce.
Ora non l'abbandono più. Sono ormai anni che realizzo i miei baci di dama; non saranno quelli originali ed ortodossi ma almeno mi vengono sempre perfetti.  

Ingredienti: (dose per 150 biscotti - 75 baci di dama)
250 gr di nocciole tostate
170 gr di farina 00
80 gr di fecola di patate
150 gr di burro
120 gr di zucchero a velo
cioccolato fondente

Esecuzione:
tritate finemente le nocciole, mettendone nel mixer piccole quantità alla volta in modo che non abbiano modo di riscaldarsi troppo e rilasciare olio.

Setacciate la farina e la fecola; aggiungete lo zucchero a velo, la farina di nocciole ed il burro, freddo, tagliato a pezzetti.
 
Impastate rapidamente e formate un panetto.

Formate delle palline della dimensione di una piccola ciliegia.
Se la cosa vi agevola, potete prima stendere la pasta, poi tagliarla a strisce e da queste ricavare dei cubetti che arrotonderete tra i palmi delle mani.

Mettete in frigo ad indurire per una-due ore.

Disponete i baci premendoli leggermente sul fondo della teglia per far sì che non si spostino mentre li infornate.

Cuocete in forno caldo a 200° per 13 minuti circa. I biscotti si assesteranno in cottura ed acquisteranno una bella forma a semisfera.

Una volta freddi accoppiateli a due a due "incollandoli" con cioccolato fuso a bagnomaria.
Per ottenere un ripieno più morbido del puro fondente, che da solo contrasta un po' con la friabilità del biscotto, potete aggiungere al cioccolato, mentre lo sciogliete, un cucchiaio di panna oppure di crema al cioccolato (no nutella, please!) o anche qualche goccia di olio vegetale oliva, nocciola, mandorla ecc).


Commenti

  1. Qua dixit: visto così sembra tutto molto facile, ma immagino che non lo sia...proverò!

    e poi, scusa se ne approfitto, ma non è che hai un'idea facile per un antipasto gustoso?

    Ah, intanto vince la foto del pane!

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  2. non vi siete più fatti vivi, pensavo vi foste offesi per come ho trattato quo, ma io SCHERZAVO! (così, così). Non è che "sembra" tutto molto facile, "è" tutto molto facile! (trita le nocciole abbastanza fini). Prova prova prova. Antipasto - non mi dai indizi di sorta, provo con questo: prugne secche denocciolate, metti all'interno una mandorla spellata e rivesti con una fettina si speck o crudo. In forno per pochi minuti fino a crosticina; servi caldi.

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  3. p.s. grazie per il sondaggio. Manderò quella, mi sembra molto succulenta.
    p.p.s. se non va bene l'antipasto scrivimi qualche indicazione in più (caldo o freddo? vegetariano o no? presenza o assenza di carboidrati? ecc ecc )

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  4. macché offesi, forse non hai ancora capito con chi hai a che fare.
    abbiamo la sensibilità di un paracarro rivestito (a parte qui che effettivamente a tratti è permalosa in maniera direi ligure).
    sono gli impegni lavorativi che ci travolgono, cara zia fafà.

    il suggerimento antipastifero va benissimo, superbo, slurp.

    e mannaggia a me quando mi sbilancio a dire....lo porto io!

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  5. adesso, non è che voglia sottilizzare, eh? ma io ligure lo sono, ma non sono permalosa! Sbilanciati pure, mi diverte molto dare suggerimenti. Je vous attends. (Antonio, appena arrivato, commenta: ma cosa gli parli francese! Loro sono nordici, basta che gli dici cassoela, pirla, senatùr, madunina, bel à post bel net bel in urdin)

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  6. nous connaissons meme (non sono dove sia il tasto per l'accento) très bien le français! e ti che te set le la del po, te poted mingha nanca parlà, terun!

    chiusa questa parentesi di insulti dialettali, scendiamo al 31
    qui con i nonni forse qualche giorno prima

    Un abbraccio particolare al burbero impenitente, detto anche o'puorc (no, quello è quo!)

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